Il presente indicativo

Obiettivi

Osservare e dedurre

Jhumpa Lahiri smiling behind a table covered with books

“Il colpo di fulmine” di Jhumpa Lahiri, (In Other Words, Vintage Books, 2017, 12, 14, 16)

            Nel 1994, quando con mia sorella decidiamo di regalarci un viaggio in Italia, scegliamo Firenze. Sto studiando, a Boston, l’architettura del Rinascimento: la Cappella Pazzi di Brunelleschi, la Biblioteca medicea-laurenziana di Michelangelo. Arriviamo a Firenze all’imbrunire, qualche giorno prima di Natale. Faccio la prima passeggiata al buio. Mi trovo in un luogo intimo, sobrio, gioioso. Negozi addobbati per la stagione. Stradine strette, stipate di gente. Alcune sembrano più corridoi che strade. Ci sono turisti come me e mia sorella, ma non tanti. Vedo le persone che vivono qui da sempre. Camminano in fretta, indifferenti ai palazzi. Attraversano le piazze senza fermarsi.

            Io sono venuta per una settimana, per vedere i palazzi, per ammirare le piazze, le chiese. Ma dall’inizio il mio rapporto con l’Italia è tanto uditivo quanto visuale. Benché ci siano poche macchine, la città ronza. Mi rendo conto di un rumore che mi piace, delle conversazioni, delle frasi, delle parole che sento ovunque vada. Come se tutta la città fosse un teatro che ospita un pubblico leggermente inquieto, che chiacchiera, prima dell’inizio di uno spettacolo.

            Sento l’eccitazione con cui i bambini si augurano buon Natale per strada. Sento una mattina all’albergo la tenerezza con cui la donna che pulisce la camera mi chiede: Avete dormito bene? Quando un signore dietro di me vorrebbe passare sul marciapiede, sento la lieve impazienza con cui mi domanda: Permesso?

            Non riesco a rispondere. Non sono capace di avere nessun dialogo. Ascolto. Quello che sento, nei negozi, nei ristoranti, desta una reazione istantanea, intensa, paradossale. L’italiano sembra già dentro di me e, al tempo stesso, del tutto esterno. Non sembra una lingua straniera, benché io sappia che lo è. Sembra, per quanto possa apparire strano, familiare. Riconosco qualche cosa, nonostante non capisca quasi nulla.

            Cosa riconosco? È bella, certo, ma non c’entra la bellezza. Sembra una lingua con cui devo avere una relazione. Sembra una persona che incontro un giorno per caso, con cui sento subito un legame, un affetto. Come se la conoscessi da anni, anche se c’è ancora tutto da scoprire. So che sarei insoddisfatta, incompleta, se non la imparassi. Mi rendo conto che esiste uno spazio dentro di me per farla stare comoda.

            Sento una connessione insieme a un distacco. Una vicinanza insieme a una lontananza. Quello che provo è qualcosa di fisico, di inspiegabile. Suscita una smania indiscreta, assurda. Una tensione squisita. Un colpo di fulmine.

            Trascorro la settimana a Firenze a due passi dalla casa di Dante. Un giorno, vado a vedere la piccola chiesa, Santa Margherita dei Cerchi, dove si trova la tomba di Beatrice. L’amata, l’ispirazione del poeta, sempre irraggiungibile. Un amore inappagato, segnato dalla distanza, dal silenzio.

            Non avrei un vero bisogno di conoscere questa lingua. Non vivo in Italia, non ho amici italiani. Ho solo il desiderio. Ma alla fine un desiderio non è altro che un bisogno folle. Come in tanti rapporti passionali, la mia infatuazione diventerà una devozione, un’ossessione. Ci sarà sempre qualcosa di squilibrato, di non corrisposto. Mi sono innamorata, ma ciò che amo resta indifferente. La lingua non avrà mai bisogno di me.

            Alla fine della settimana, dopo aver visto tanti palazzi, tanti affreschi, torno in America. Porto con me delle cartoline, dei regalini, per ricordare il viaggio. Eppure il ricordo più chiaro, più vivo, è qualcosa di immateriale. Quando penso all’Italia, sento di nuovo certe parole, certe frasi. Sento la loro mancanza. Questa mancanza mi spinge, pian piano, a imparare la lingua. Mi sento sia incalzata dal desiderio sia esitante, timida. Chiedo all’italiano, con una lieve impazienza: Permesso?

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Per sentire Lahiri spiegare come apprendere una lingua nuova trasforma l'identità, cliccate qui.

Per sentire Lahiri spiegare come apprendere una lingua nuova cambia la comprensione di noi stessi, cliccate qui

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Rispondete a queste domande:

  1. In questo brano, l’autrice usa il tempo presente per descrivere e narrare eventi svolti nel passato. Perché fa così, secondo voi? Quale effetto ha quest’uso particolare del presente?

  2. Qual è il soggetto dei verbi “ascolto”, “trascorro” e “sento”? Come si sa?

  3. Qual è il soggetto dei verbi “decidiamo”, “scegliamo” e “arriviamo” nel primo paragrafo? Come si sa?

  4. “Faccio”, “sono”, “riesco”, “devo”, “so”, ed “è” sono forme di quali verbi?

  5. In questo brano, l’autrice descrive il suo primo incontro con la lingua italiana e l’effetto che ha avuto su di lei. In circa 75 parole, descrivete (al presente) i vostri sentimenti per la lingua italiana e/o l’effetto che ha su di voi.


Introduzione

In genere, il presente indicativo indica un’azione, un fatto o un modo di essere che si svolge contemporaneamente al momento in cui si parla.

Faccio una passeggiata.

Manuele parla con Giovanna.

Per questo, il presente indicativo è spesso usato per narrare e descrivere nel presente. In altri casi, però, può esprimere l’abitudine e la regolarità di un’azione:

Ogni mercoledì, Andrea va al mercato per comprare le verdure.

Vediamo lo zio tutti i giorni.

In altri casi, può indicare una capacità che qualcuno ha che è in grado di esercitare quando serve e non per forza che stia esercitando nel momento stesso:

Marta parla lo spagnolo, il tedesco e l’inglese.

Bianca suona il pianoforte e la chitarra.

In altri casi ancora, il presente può avere un senso del futuro, un’azione che avverrà senza dubbio.

L’anno prossimo i genitori vanno in Italia per le vacanze.

Questo weekend faccio una gita in montagna con gli amici.

Un altro uso del presente indicativo è quello del cosiddetto “presente storico” dove si usa il presente per fare più immediate azioni svolte nel passato o, in altre parole, per avvicinare eventi del passato al presente. Per chi farà un corso avanzato in cui si analizza la letteratura, si userà il presente storico.

In Matteo 5:3, Gesù insegna che il regno dei cieli è per coloro che si umiliano.

Ne La divina commedia, quando Dante si trova nella selva oscura, prova paura.

Come si vede, nonostante l’uso principale dell’indicativo presente sia quello di riferire al momento in cui si parla, può essere usato per indicare eventi in tutti i tempi (passato, presente, e futuro). In questo capitolo, ci concentreremo sulla forma del presente più che i suoi usi, esaminando sia verbi regolari sia verbi irregolari. 


La forma

I verbi in italiano sono divisi in tre categorie o coniugazioni: la prima coniugazione (I) è composta dai verbi che terminano in -are; la seconda (II) dai verbi -ere (e, come si vedrà più tardi nel capitolo, -arre, -orre, e -urre); la terza (III) dai verbi -ire. Con poche eccezioni, sia i verbi regolari che irregolari seguono gli schemi identificati in questa sezione, nel senso che le sequenze finali delle forme sono consistenti (cioè la forma per “io” termina in “-o”, quella per “tu” in “-i”, ecc.). In altre parole, se un verbo è irregolare, lo si considera così perché—nella maggior parte dei casi—la radice, o la parte del verbo che ha il significato, cambia in qualche maniera.


   a. La prima coniugazione

Ecco le forme della prima coniugazione:

parlare

io parl-o

noi parl-iamo

tu parl-i

voi parl-ate

lui/lei/Lei parl-a

loro parl-ano


Altri verbi regolari (al presente) comuni della prima coniugazione: chiamare, cenare, suonare, mangiare (*tu mangi), guidare, abitare, comprare

La prima coniugazione contiene, per la maggior parte, il numero più grande di verbi regolari. Alcuni verbi, come cercare, dimenticare, giocare, pagare e mangiare subiscono piccoli cambiamenti grafici nelle coniugazioni, spesso—ma non sempre—per mantenere il suono originale dell’infinito. Nel caso di mangiare, ad esempio, si nota che nella forma per la seconda persona singolare “tu” non si aggiunge una “i”.

 soggetto

 cercare

 dimenticare

 giocare

 pagare

 mangiare

 io

 cerco

 dimentico

 gioco

 pago

 mangio

 tu

 cerchi

 dimentichi

 giochi

 paghi

 mangi

 lui/lei/Lei

 cerca

 dimentica

 gioca

 paga

 mangia

 noi

 cerchiamo

 dimentichiamo

 giochiamo

 paghiamo

 mangiamo

 voi

 cercate

 dimenticate

 giocate

 pagate

 mangiate

 loro

 cercano

 dimenticano

 giocano

 pagano

 mangiano


Nonostante la regolarità di questa categoria, la prima coniugazione contiene alcuni dei verbi irregolari più frequenti: dare, fare, stare, e andare.

 soggetto

 dare

 fare

 stare

 andare

 io

 do

 faccio

 sto

 vado

 tu

 dai

 fai

 stai

 vai

 lui/lei/Lei

 dà

 fa

 sta

 v

 noi

 diamo

 facciamo

 stiamo

 andiamo

 voi

 date

 fate

 state

 andate

 loro

 danno

 fanno

 stanno

 vanno


Come si vede, questi quattro verbi hanno tante forme simili ed è per questo che sono spesso raggruppati insieme. In più, si nota che, oltre alla forma per la terza persona plurale “loro”, le forme seguono lo schema normale.

Tipicamente, quando un nuovo verbo entra la lingua, sarà quasi sempre un verbo -are, come, ad esempio: 

googlare (cercare su Google), chattare, twittare (mandare un tweet), scrollare (come quello che si fa su Instagram), friendzonare, trollare, downloadare, sharare (condividere), ecc.


   b. La seconda coniugazione

Ecco le forme dei verbi regolari della seconda coniugazione:

prendere

io prend-o

noi prend-iamo

tu prend-i

voi prend-ete

lui/lei/Lei prend-e

loro prend-ono


Altri verbi regolari (al presente) comuni della seconda coniugazione: battere, chiedere, commettere, correre, credere, crescere, esistere, esprimere, leggere, mettere, scrivere, scendere

Questa coniugazione contiene un numero notevole di verbi irregolari. Forse quelli più frequenti sono avere e essere, i verbi modali (dovere, potere, e volere), e sapere, bere, e piacere.

Avere e essere

 soggetto

 avere

 essere

 io

 ho

 sono

 tu

 hai

 sei

 lui/lei/Lei

 ha

 è

 noi

 abbiamo

 siamo

 voi

 avete

 siete

 loro

 hanno

 sono


I verbi modali

 soggetto

 dovere

 potere

 volere

 io

 devo

 posso

 voglio

 tu

 devi

 puoi

 vuoi

 lui/lei/Lei

 deve

 può

 vuole

 noi

 dobbiamo

 possiamo

 vogliamo

 voi

 dovete

 potete

 volete

 loro

 devono

 possono

 vogliono


Come menzionato sopra, e come si può vedere da questa tabella, per la maggior parte, il cambiamento subito dal verbo per il quale si considera certi verbi come “irregolari” succede soprattutto nella radice e non nella parte che viene coniugata (detta la desinenza, evidenziata in neretto nella tabella).

sapere, bere, piacere

 soggetto

 sapere

 bere

 piacere

 io

 so

 bevo

 piaccio

 tu

 sai

 bevi

 piaci

 lui/lei/Lei

 sa

 beve

 piace

 noi

 sappiamo

 beviamo

 piacciamo

 voi

 sapete

 bevete

 piacete

 loro

 sanno

 bevono

 piacciono


NB: le forme più usate del verbo "piacere" sono quelle per la terza persona, cioè "piace" e "piacciono". Questo è a causa del fatto che il significato del verbo è "dare piacere a":

  • Mi piace il gelato. = Il gelato piace a me (oppure "Il gelato dà piacere a me.")
  • Ti piacciono gli spaghetti? = Gli spaghetti piacciono a te? (oppure "Gli spaghetti danno piacere a te?")

Le altre forme appaiono in contesti specifici, spesso con i rapporti romantici:

  • Ti piaccio, vero? (cioè io piaccio a te)
  • Ragazzi, voglio dire che mi piacete molto. (cioè voi piacete a me molto) 


Meme with the words "Mi piaci da mor..." painted on a wall and the caption "...non ce l'ha fatta..."

La seconda coniugazione ha di gran lunga il maggior numero di verbi irregolari. Aggiungiamo qui solo tre altri tra i più comuni: rimanere, spegnere, e tenere. Se non si è sicuri se un verbo sia regolare o no al presente, si può riferire alla sezione per la coniugazione su Reverso per aiutarvi.

 soggetto

 rimanere

 spegnere

 tenere

 io

 rimango

 spengo

 tengo

 tu

 rimani

 spegni

 tieni

 lui/lei/Lei

 rimane

 spegne

 tiene

 noi

 rimaniamo

 spegniamo

 teniamo

 voi

 rimanete

 spegnete

 tenete

 loro

 rimangono

 spengono

 tengono


   c. La terza coniugazione

La terza coniugazione si distingue dalle altre in quanto ha, tecnicamente, due possibili modelli: uno “normale” e uno per i verbi che richiedono l’aggiunta dell’interfisso “-isc-“ tra la radice e la desinenza. Ecco le forme per tutt’ e due modelli:

sentIre

io sent-o

noi sent-iamo

tu sent-i

voi sent-ite

lui/lei/Lei sent-e

loro sent-ono


Altri verbi regolari (al presente) comuni della terza coniugazione: aprire, dormire, offrire, partire, seguire, sentire, soffrire


finire

io fin-isc-o

noi fin-iamo

tu fin-isc-i

voi fin-ite

lui/lei/Lei fin-isc-e

loro fin-isc-ono


Altri verbi comuni della terza coniugazione che aggiungono l’interfisso: capire, colpire, contribuire, dimagrire, fallire, garantire, impedire, obbedire, preferire, proibire, pulire, restituire


Come si vede, l’aggiunta dell’interfisso “-isc-“ si applica solo con le forme singolari e con la forma per la terza persona plurale “loro”. Si osserva pure che lo schema è consistente, nonostante l’aggiunta dell’interfisso e perciò, per i nostri scopi, possiamo considerare questo gruppo di verbi ancora regolari.

NB: Per chi sa bene la lingua, sa che la maggior parte dei verbi -ire attualmente segue il secondo modello sopra. Quindi, veramente si dovrebbe considerare l’aggiunta dell’interfisso “-isc-“ il modello “normale”, e l’altro quello “eccezionale”.


Un piccolo gruppo di verbi -ire, come applaudire, mentire, assorbire, tossire e nutrire ammette sia la forma con l’interfisso, sia quella senza:

io mento / mentisco

tu inghiotti / inghiottisci

lui nutre / nutrisce

 

Tra i verbi della terza coniugazione, si trovano diversi irregolari; qui menzioniamo solo cinque dei più comuni: dire, morire, salire, uscire, e venire.

 soggetto

 dire

 morire

 salire

 uscire

 venire

 io

 dico

 muoio

 salgo

 esco

 vengo

 tu

 dici

 muori

 sali

 esci

 vieni

 lui/lei/Lei

 dice

 muore

 sale

 esce

 viene

 noi

 diciamo

 moriamo

 saliamo

 usciamo

 veniamo

 voi

 dite

 morite

 salite

 uscite

 venite

 loro

 dicono

 muoiono

 salgono

 escono

 vengono


ESERCIZIO 1: VERBI REGOLARI AL PRESENTE

Completate le frasi seguenti con la forma corretta del verbo indicato tra parentesi al presente indicativo.

ESEMPIO: Se tu non __________ (seguire) tutte le regole alla lettera, ti perseguiterò. > Se non *segui* tutte le regole alla lettera, ti perseguiterò.

  1. Il casinò (incassare) circa un milione di dollari al mese.
  2. Ad Halloween, i genitori (travestire) il loro bambino da leone e tutti pensano che sia troppo bello.
  3. Se diventi un nostro cliente, noi (analizzare), (migliorare) e a volte (capovolgere) il tuo business plan, sempre per il beneficio della tua ditta.
  4. Tu (etichettare) tutti per tenerli a bada, ma facendo così non riesci a vedere il buono che ti sta intorno.
  5. La produttività della fattoria dipende molto su quante mucche voi (mungere), ma anche su come le (trattare).
  6. Cliccando sul video, l’utente (acconsentire) alla trasmissione dei dati personali.
  7. Lei è quel tipo fastidioso che (piagnucolare) sempre perché io (cucinare) troppo piccante.
  8. I bugiardi sono come ragni che (tessere) la loro tela tutto intorno a noi.
  9. Lungo la passeggiata che (costeggiare) il lato occidentale del fiume (susseguire) i maestosi palazzi antichi della famiglia reale.
  10. Ogni volta che cerco di fare una festa, tu (irrompere) qui senza invito a rovinare tutto.
  11. Leggere il giornale mentre io (sorseggiare) una tazza di tè è il miglior momento del giorno.
  12. Se noi non (decomprimere) il midollo entro poche ore, tua moglie rimarrà paralizzata.
  13. Buona parte di ciò che tu (spalmare) sul corpo viene assorbito dalla tua pelle.
  14. Il nuovo artista è diventato di moda perché (dipingere) le immagini con cura e poi (cospargere) il disegno ancora umido con polvere d’oro a 24 carati in diverse tonalità.
  15. Se tu (cucire) all’esterno della cucitura, sarà visibile quando (girare) la sciarpa nel verso giusto.
  16. Secondo molti studi, le donne di una razza (avvertire) la sua tristezza più in profondità.
  17. Nella nostra ditta, noi (sovvertire) le regole esplorando orizzonti ad oggi inimmaginabili.


ESERCIZIO 2: VERBI IRREGOLARI AL PRESENTE

Completate le frasi seguenti con la forma corretta del verbo indicato tra parentesi al presente indicativo. Attenzione alla forma!

ESEMPIO: Tu rimani qui mentre io __________ (raccogliere) dei fiori per la mamma. > Tu rimani qui mentre io *raccolgo* dei fiori per la mamma.

  1. I sintomi di questa malattia (scomparire) entro poche settimane di trattamento.
  2. Io (potere) infondere a questo robot tutta la capacità mentale che io (possedere), ma non sarà mai abbastanza per essere una vera persona.
  3. Perché tu (masticare) con la bocca aperta? Non (sapere) che (fare) brutta figura?
  4. Mamma, io (morire) di fame! (potere) andare a mangiare qualcosa insieme?
  5. È questo bel tempo che (trattenere) molti cacciatori in campagna; se facesse brutto tempo, mio marito avrebbe già finito la caccia.
  6. Molti giovani (scegliere) di studiare odontoiatria all’università perché (essere) una carriera che paga bene.
  7. Il ginocchio non gli (dare) problemi…il gomito invece sì.
  8. E ora, noi (rivendicare) il diritto di vivere senza paura, senza essere oppressi.
  9. Ecco le due regole più importanti del gioco: le carte sul tavolo (valere) punti positivi; quelle rimaste in mano, punti negativi.
  10. Andiamo alla sinistra…sulla destra la costa (divenire) molto rocciosa ed è insormontabile.
  11. Mio marito (tenere) l’appartamento così freddo che io (togliere) la giacca scendendo le scale, ma poi quando (risalire), me la rimetto.
  12. Io (ritenere) che si tratti di una relazione da cui traspaiono volontà e fiducia nel futuro.
  13. In questo studio, noi (quantificare) le opportunità, le attività necessarie, i costi, i tempi, i rischi, e le probabilità di successo degli esperimenti effettuati.
  14. Se tu mi (lasciare) qui, morirò di sicuro.
  15. Guido, se tu mi (contraddire) di nuovo in quel modo davanti ad un cliente, ti licenzio.
  16. Sicuramente tu (convenire) con me che dobbiamo fare tutto il necessario per evitare la guerra.


ESERCIZIO 3: VERBI -IRE

Completate le frasi seguenti con la forma corretta del verbo indicato tra parentesi al presente indicativo. Attenzione alla forma: ci sono verbi regolari, irregolari, e verbi che adoperano l’interfisso -isc-!

ESEMPIO: Spesso i cani abbaiano quando __________ (percepire) una minaccia. > Spesso i cani abbaiano quando *percepiscono* una minaccia.

  1. Non potrei mai essere un dottore: (svenire) soltanto alla vista del sangue!
  2. Le posizioni yoga (rinvigorire) il corpo e tengono la mente calma e in salute.
  3. Questo apparecchio fa il monitoraggio continuo delle vostre onde cerebrali mentre (dormire) e ci darà l’informazione che ci serve per darvi una diagnosi.
  4. Perché va bene se tu (annuire) quando pensi, ma se io batto il piede sono uno scemo?
  5. In quest’incubo ripetitivo, ho l’impressione che il vortice mi (inghiottire) completamente e che annego.
  6. I litigi tra i giocatori danneggiano l’integrità dello sport e (contraddire) il suo ruolo sociale di far unire la gente.
  7. Se voi non (inseguire) i sequestratori adesso, perderete le tracce e la mia macchina sarà persa per sempre!
  8. Hai fatto bene con gli ingredienti nel primo giro, adesso vediamo cosa (riuscire) a fare con qualcosa un pochino più particolare.
  9. “Io (asserire) che tutti coloro che ascoltano la mia voce possono trarre beneficio da un esame della vita di coloro che noi sosteniamo come dirigenti generali della Chiesa” (Anziano Monte J. Brough, “I moderni valorosi di Israele,” 1993).
  10. Pino, non mi sbaglio sul fatto che tu (arrossire) quando lei è vicina. Possibile che hai la cotta per lei?
  11. Come i suoi discepoli, Gesù ci chiede di benedire coloro che ci (maledire), ma non è proprio una faccenda facile.
  12. Giacomo, la gente (intuire) le tue intenzioni da un miglio e sa che non sei sincero. Se vuoi degli amici, devi stare più attento.
  13. La composizione chimica di questo diamante indica che (provenire) dalla Sierra Leone e così sarà un diamante di sangue.
  14. Se passi un sacco di tempo seduto, di certo non (dimagrire). È una buona cosa fare un po’ di movimento per far aumentare la frequenza cardiaca.
  15. Cosa dovrei fare se io (esaurire) l’energia emotiva e non ce la faccio più?
  16. Le fondamenta di questo bellissimo palazzo (risalire) ai tempi dei baroni che vivevano qui verso il XVI secolo.
  17. “Per esempio, quando osserviamo la Parola di Saggezza, (sfuggire) alla prigionia della cattiva salute e della dipendenza da sostanze che ci privano letteralmente della nostra capacità di agire liberamente” (Anziano Robert D. Hales, “Il libero arbitrio: essenziale al piano di vita,” 2010).
  18. Il 29% della popolazione statunitense (smaltire) i propri rifiuti domestici attraverso sistemi di smaltamento residenziali.


I verbi -arre, -orre, -urre

Esiste un gruppo particolare di verbi che non si assomiglia alla maggioranza degli altri verbi italiani, ma che rimane ancora importante. Anche se sembrano diversi dai verbi della prima, seconda, e terza coniugazione in quanto terminano in maniera non simile, verbi come trarre, porre, e produrre fanno parte della seconda coniugazione perché seguono lo stesso schema. Inoltre, le radici dei verbi di questa categoria si trasformano nella stessa maniera quindi se si sa la coniugazione per un verbo, la si sa per tutti.

 soggetto

 prendere

 trarre

 porre

 produrre

 io

 prend-o

 tragg-o

 pong-o

 produc-o

 tu

 prend-i

 tra-i

 pon-i

 produc-i

 lui/lei/Lei

 prend-e

 tra-e

 pon-e

 produc-e

 noi

 prend-iamo

 tra-iamo

 pon-iamo

 produc-iamo

 voi

 prend-ete

 tra-ete

 pon-ete

 produc-ete

 loro

 prend-ono

 tragg-ono

 pong-ono

 produc-ono


Altri verbi come trarre: attrarre, contrarre, distrarre, estrarre, ritrarre, sottrarre

Altri verbi come porre: comporre, contrapporre, decomporre, disporre, esporre, imporre, indisporre, opporre, preporre, proporre, scomporre, trasporre

Altri verbi come produrre: condurre, dedurre, introdurre, ricondurre, ridurre, riprodurre, sedurre


ESERCIZIO 4: VERBI -ARRE, -ORRE, -URRE

Completate le frasi seguenti con la forma corretta del verbo indicato tra parentesi al presente indicativo. Attenzione alla forma!

ESEMPIO: Tu __________ (comporre) un’illusione di te stesso mentre vai avanti. > Tu *componi* un’illusione di te stesso mentre vai avanti.

  1. Il polline di certi fiori (attrarre) le api che poi impollinano gli altri fiori.
  2. Siccome la nuova generazione di designer ha una grande padronanza delle tecnologie moderne, (autoprodurre) e commercializzano da soli molti dei loro prodotti.
  3. Il documentario (giustapporre) video originali delle proteste con le immagini mostrate dai telegiornali serali.
  4. Se voi (scomporre) la performance del vostro portafoglio, scoprirete che avete guadagnato parecchio nonostante la crisi economica.
  5. Devo dire che mi piace quando tu (contrarre) le guance quando ti concentri. È proprio carinissimo!
  6. Se salviamo quello che è rimasto e lo (riprodurre), il problema dovrebbe essere risolto.
  7. Il rispetto della diversità (presupporre) in particolare una lotta contro le idee preconcette e i pregiudizi impliciti.
  8. Ci deve essere almeno una strada che (ricondurre) a casa nostra, basta trovarla.
  9. Se richiedi un rimborso direttamente sulla tua fonte originaria di pagamento, noi (detrarre) una spesa del 10% come costo amministrativo.
  10. Soldato, ogni intercettazione che tu (tradurre) salva centinaia di vite umane. Il tuo servizio è importantissimo!
  11. In molte persone, fattori genetici (predisporre) gli individui a certe malattie congenite.
  12. Come artista, deformo, (scomporre) e ricostituisco le canzoni in qualcos’altro, oppure semplicemente improvviso e ne viene fuori qualcosa di nuovo.
  13. Che cosa voi (dedurre) dal proverbio “chi troppo vuole nulla stringe”?
  14. Mentre io li (distrarre), tu potrai scappare dal retro e prendere un taxi. Faccio questo sacrificio come pentimento per l’errore che ho commesso.
  15. Come attori professionali, noi (trasporre) la nostra esperienza personale in una performance tragicomica effettiva.


QUIZ COMPRENSIVO

Completate il seguente paragrafo con le forme appropriate dei verbi indicati tra parentesi al presente indicativo.

ESEMPIO: Mentre __________ (camminare, io) per strada, agenti di polizia __________ (perquisire) l’area circostante. > Mentre *cammino* per strada, agenti di polizia *perquisiscono* l’area circostante.

Mentre (giocare, noi) nella tranquillità del parco, (osservare) come le persone che lo frequentano (comporre) una variegata gamma di personalità. Alcuni (bere) il loro caffè mattutino al bar nel mezzo mentre altri (preferire) semplicemente passeggiare. Un artista locale che (riconoscere, noi) da lontano (asserire) di trovare ispirazione in questi luoghi. (fare, noi) due passi insieme, chiacchierando fino a quando ci imbattiamo in un gruppo di bambini che (produrre) allegramente un bel disegno con gessetti colorati. Inoltre, notiamo molti cani che (andare) avanti e indietro, portati a spasso dai loro padroni. Una giovane musicista (uscire) da una folla dove faceva il busking e ci parla della sua passione per il violino e come (volere) condividere la sua musica con le masse. Nel frattempo, un signore anziano seduto accanto a noi (intervenire) nella conversazione, condividendo aneddoti del passato. Tutte queste persone (avere) storie uniche e (mantenere) viva l'atmosfera del parco, mentre il sole caldo (detrarre) lentamente l'energia dalle nostre riserve. Dopo una lunga e stancante passeggiata, (spiegare, noi) ai nostri nuovi amici che (dovere) scappare, ma ci fermiamo ancora un attimo per guardare le rondini che (volare) sopra di noi, testimoni silenziosi delle molte storie che si intrecciano in questo luogo affascinante.

(Questo testo è stato generato da ChatGPT e modificato da Prof. Paul.)


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